martedì 19 febbraio 2013

My Happiness Project: set the rules

1. Fai le cose semplici, prima di quelle complicate

2. Ascoltati

3. Conosci i tuoi limiti

4. Il lavoro deve servirti, tu non devi servire il tuo lavoro

5. Fatti amiche più persone possibile

6. Abbi il coraggio di essere te stessa fino in fondo

7. Pratica, più spesso che poi, atti di gentilezza gratuita. 

8. Stay focused (aka: non cazzeggiare)

9. Nel dubbio, declutter.

lunedì 15 ottobre 2012

Scarpe Diem: la prima regola dell'online shopping

Grande tragedia quest'oggi quando a un mio amico hanno soffiato, non so più se su Zalando, su Spartoo o dove, le calzature che stava acquistando.

Lo shopping online è così: può bastare un solo secondo, un minimo attimo d'indecisione, per vedersi soffiare l'oggetto del del desiderio.

In questi casi, il tempismo è tutto.

Come dire:
carpe diem.


O nel nostro caso, carpe scarpem.


 

martedì 10 luglio 2012

Fast fashion e dintorni

La moda democratica è qui per farci anelare alla dittatura dello stile.
Oggi il trend è per i poveri di spirito.

lunedì 7 maggio 2012

Schiaparelli e Della Valle: timing is everything


Ha senso annunciare il lancio di una Maison di moda quando ancora manca l’head-designer?

Sì, se la casa è Schiaparelli e se  proprio tra due giorni il Metropolitan di NY  inaugura una mostra dedicata alla sua fondatrice.

 La Maison Schiaparelli quella vera,  con le sue creazioni in bilico tra provocazione  e divertissement, torna alla ribalta grazie alla retrospettiva Elsa Schiaparelli and Miuccia Prada's Impossible Conversations, che fino al 19 agosto metterà in scena un invitante dialogo immaginario tra le due stiliste italiane accomunate da una decisa idiosincrasia verso i luoghi comuni del fashion, ma non solo.
La Maison Schiaparelli, quella resuscitata da Diego Della Valle debutterà invece - nella settimana della couture di Parigi a Giugno -a suon di riedizioni dagli archivi storici, a quanto pare.

   Abito Cocteau Di E.S.

Personalmente, non apprezzo particolarmente queste operazioni. Troppo strategiche, troppo commerciali.
Capitalizzare sulle glorie passate, e smerciare heritage-tutto-compreso, come se il danaro potesse comperare proprio tutto.
(Cioè, avanti di questo passo chi sarà il prossimo? Paul Poiret o House of Worth?)  

Cionondimeno,
funzionerà. (Mr. Tod’s avrà fatto bene i suoi conti, su questo non ho alcun dubbio.)
Al signor Della Valle auguro quindi di nominare  un creativo all’altezza della creativissima Schiap.
E al fortunato stilista auguro di non finire, nel giro di pochi anni, a disgnare una capsule per H&M.

venerdì 4 maggio 2012

Anna Dello Russo e H&M: a match made in heaven


A me la moda piace anche perché riesce a essere ironica suo malgrado.
Come nel caso della collaborazione di Anna dello Russo e H&M.
Premetto che l’operazione in sé è diabolicamente perfetta.

Per il retailer svedese, che oltre al prevedibile successo commerciale si assicura anche un imponente online buzz spontaneo (equivalente odierno del sacro graal). Perché ADR non dimentichiamolo, oltre che  editor at large di Vogue Nippon è anche fashionblogger in primis, nonché riferimento imprescindibile per l’intera categoria.
Questa sì che è ottimizzazione dei costi. 


Successo, quindi, garantito: aspettatevi un overflow di anticipazioni ovunque-in-rete fino al fatidico 4 ottobre, quando le scene di isteria collettiva presso i famosi 140 store rimbalzeranno amplificate sui social imperversando per giorni.
Senza tralasciare l’inevitabile codazzo di vendite all’asta su e-bay.



E anche ADR ha fatto un ottimo affare, pur avendo dovuto accettare qualche piccolo compromesso.
(Del tipo:  la sua linea comprenderà solo accessori.
Anzi, solo accessori tranne le scarpe, per essere precisi. Che volete farci, le calzature richiedono uno sviluppo taglie e hanno costi di produzione più alti. Le leggi del fast fashion sono impietose anche se sei la profetessa della couture). 

Comunque, chi se ne importa: borse, foulard, occhiali da sole e bijoux  sono più che sufficienti per creare una capsule chéz H&M. Ed entrare, così, nella leggenda, in qualità di prima fashion/icon/non/designer coinvolta nella prestigiosa iniziativa, che fu inaugurata - in giorni più gloriosi - nientemeno che da KaiserKarl.


In tutto questo a me è tornata in mente una certa intervista in cui Anna dello Russo si è auto-definita il clown della moda. E dato che H&M è l’equivalente-fashion di McDonald, questo mi sembra veramente un incontro voluto dal cielo: adesso anche gli svedesi hanno il loro Ronald.

martedì 1 maggio 2012

Fiat blog

Per un po' di tempo ho scritto qui.
Poi, un po' alla volta ho smesso.


In realtà è che mi sono dedicata al giornalismo full-time e insomma, sappiamo tutti che basta dover fare una cosa per contratto perchè l'attività in questione, pur amatissima prima, perda istantaneamente ogni appeal.
E da qui alla lenta morte del blog il passo è stato breve.

Dal mio ultimo post su downtowndoll cose sono cambiate tante (tipo, in ordine sparso: sono andata in analisi, ho viaggiato per il mondo, mi sono accasata, ho studiato il francese, ho fatto parapendio e, udite udite, ho pure comprato un frullatore) ma quella fondamentale, ai fini delle paturnie, è che ho cambiato lavoro.

(non apro parentesi - o magari le aprirò in futuro -  su ragioni/dilemmi/drammi&risovolti che mi hanno portato ad abbandonare il giornalismo puro a favore un impiego nella comunicazione corporate. Guardando il panorama editoriale in Italia, la scelta è un tantino ovvia.)


La morale è che, pure se piace ancora scrivere qui qualche volta, le mie giornate non si misurano in più in termini di battute, notizie da non bucare e gallery da linkare. 


E toh, guarda caso, intanto a me è tornata la voglia di scrivere.
Sono sempre stata una bastiancontraria fin da piccola.